1/3 - aggiornamenti dal crepuscolo permanente (dedicato all'amico Paul)

 



Caro amico ti scrivo....

dopo aver partecipato a una riunione condominiale piuttosto affollata. C’era l’Illuminismo, seduto in fondo con gli occhiali appannati, che cercava di ricordarsi perché aveva inventato la ragione. Continuava a dire: “Era per chiarire, non per complicare così tanto”, ma nessuno lo ascoltava davvero.

Accanto a lui c’era l’Individualismo, vestito molto bene, che però litigava con tutti per l’uso esclusivo dell’ascensore. Diceva che era un suo diritto naturale salire da solo, anche quando restava fermo tra due piani.

Le vecchie egemonie non si sono presentate, ma hanno mandato dei vocali lunghissimi. Non li ha ascoltati nessuno, ma tutti hanno detto di essere d’accordo o in disaccordo a prescindere.

A un certo punto è intervenuta la Realtà, che non era neanche nell’ordine del giorno. Ha parlato poco, ma abbastanza da creare disagio. Si è fatto un silenzio strano, poi qualcuno ha proposto di rimandare tutto a data da destinarsi, come sempre.

Io ero lì per una perdita d’acqua—una cosa concreta, finalmente—ma mi hanno detto che è strutturale e che ci si convive.

Uscendo, ho incrociato il Futuro sulle scale. Non saliva né scendeva: stava seduto, guardava il telefono e ogni tanto rideva da solo. Gli ho chiesto: “Ma almeno tu sai dove stiamo andando?”
Mi ha risposto: “Sto aspettando aggiornamenti.”

Così sono tornato a casa, ho fatto un po’ di esercizio (poco, per coerenza), ho letto qualche pagina e ho messo su musica. Il mondo fuori continuava a discutere, ma a volume basso.

Per ora basta così.


*****

Qualche nota, per chi vuole guardare meglio:

Breve guida alla riunione condominiale più inutile della storia (ma anche la più realistica):


In fondo alla sala siedono le “Passate Egemonie”: tre figure sbiadite con cappelli diversi (forza, commercio, élite), più fantasmi che persone. Le sedie sono vuote, una pure segnata con una X azzurra: traduzione tecnica → “posto non più disponibile, ma guai a toglierlo”.

Davanti, l’Illuminismo prova ancora a illuminare con una candela mezza finita: non è spento, ma diciamo che non paga più la bolletta. Occhiali appannati, carte ovunque, aria di chi ha prodotto troppo e ora non riesce più a tenere insieme il tutto.

A lato, l’Individualismo: impeccabile, chiuso, occhiali da sole al chiuso (coerenza zero, autostima dieci). Tazzina con scritto “10” perché tanto il voto se lo dà da solo. Ascensore? Solo.

Sul tavolo due caffè: uno normale, uno performativo. Si va avanti comunque, più per inerzia che per convinzione.

Ordine del giorno: “Perdita d’acqua”. Finalmente qualcosa di concreto. Peccato che il secchio perda a sua volta: problema dentro il problema, gestione perfetta.

La Realtà è in piedi, gesticola, parla… ma viene percepita come sottofondo musicale. Letteralmente.

Il Futuro è sulle scale: non partecipa, non decide, scrolla e ride. Dice che aspetta aggiornamenti.

L’orologio segna un’ora qualsiasi: non sta succedendo niente di decisivo, e infatti si rimanda tutto.

Le pareti si scrostano, ma ormai fa arredamento.

Io (o chi guarda) sono lì con un foglio in mano, volevo solo sistemare una perdita… ma mi ritrovo in una metafisica dell’idraulica.

Non è il crollo della civiltà: è un condominio che continua a funzionare mentre perde acqua da tutte le parti.
E nessuno vuole chiamare l’idraulico.

Però il caffè è caldo.


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