2 - aggiornamenti dal crepuscolo permanente (ri-dedicato all'amico Paul)

 


Nel bar “Ultima Ratio”, all’angolo tra Via del Progresso e Vico del Ripensamento, si riunivano ogni sera i grandi sistemi filosofici per l’aperitivo.

L’Illuminismo arrivava puntuale, con un certo affanno elegante. “Un gin tonic razionale,” diceva, “possibilmente dimostrabile.” 

Si sedeva e schiariva la voce: “Signori, la luce della ragione…”

“Brillava meglio prima,” lo interrompeva l’Individualismo, spaparanzato su quattro sedie. “Ora ognuno ha la sua.”

L’Egoismo annuiva allo specchio del bancone. “E fai bene. Anche se, permettimi, il mio riflesso resta superiore.”

Dall’angolo, la Natura tossicchiava piano.

Fu allora che entrò il piccione.

Nessuno lo annunciò. Zampettò tra i tavoli con sicurezza, beccò una nocciolina, osservò i presenti con un occhio solo — l’altro sembrava altrove. Poi, senza fretta, saltò sul tavolo.

“Un intruso,” disse l’Individualismo.

“Un dato empirico,” corresse l’Illuminismo.

Il piccione lasciò cadere il suo contributo.

Silenzio.

“È una critica?” chiese l’Egoismo.

“È sintetica,” disse la Natura.

Arrivò il conto.

“Paga l’Occidente.”

L’Occidente si frugò nelle tasche: vecchie egemonie, qualche diritto universale sgualcito, una fiducia nel progresso con la data sbiadita. “Posso pagare in idee?” chiese.

“Solo se circolano ancora,” disse il barista.

Le luci iniziarono a calare.

“Non è un tramonto,” disse l’Illuminismo. “È una fase di transizione.”

Il piccione, nel frattempo, era sceso dal tavolo. Si avvicinò alla porta socchiusa, la spinse appena con una zampetta.

Entrò aria fresca.

Si fermò un attimo.

Vide una briciola.

Uscì.

*****

Qualche nota, per chi vuole guardare meglio:

Breve guida all’aperitivo più teorico del necessario (ma anche il meno risolutivo):


Al tavolo centrale siedono i sistemi filosofici: parlano molto, bevono poco, e soprattutto si ascoltano a turno.

L’Illuminismo è arrivato puntuale, ma con la luce leggermente instabile. Ha ancora buone idee, ma ogni tanto sembra doverle dimostrare anche a se stesso. Davanti ha un gin tonic “dimostrabile”, che però nel frattempo si annacqua.

L’Individualismo occupa più spazio del necessario. Non per cattiveria: per principio. Le sedie sono quattro, ma la posizione è una sola — la sua.

L’Egoismo non guarda gli altri: ha trovato una superficie riflettente e gli basta. Ogni tanto annuisce. Non è chiaro a cosa, ma sembra convinto.

Dall’angolo, la Natura non interviene quasi mai. Quando lo fa, non spiega: riduce.

Poi entra il piccione.

Non è invitato, non prende posizione, non argomenta. Fa una cosa sola, completa.

A quel punto si crea un piccolo cortocircuito:

— l’Egoismo cerca un significato (“è una critica?”)
— l’Illuminismo cerca una categoria (“dato empirico”)
— la Natura chiude la questione (“è sintetica”)

Tre modi diversi di stare davanti alla stessa cosa:

  • spiegare
  • interpretare
  • lasciare stare

Non coincidono. Non si correggono. Restano lì.

L’Occidente paga il conto con quello che trova: idee, qualche diritto, una fiducia un po’ usata. Non è chiaro se basti, ma per ora viene accettato.

Le luci calano, ma nessuno vuole chiamarlo tramonto.

Il piccione esce. Senza conclusioni.

L’aria entra lo stesso.


Commenti

Post più popolari