L'anello del Re Salomone
Narratore: conosci la storia dell'anello di re Salomone?
Quando i suoi ministri gli riferivano di sciagure, alluvioni, guerre e altre simpatiche evenienze lui si sfilava il famoso anello dov'era incisa la frase "passerà anche questa" e solo dopo averla letta impartiva disposizioni...
Un giorno che c'era da decidere se mandare l'esercito in guerra, nonostante tutti i tentativi l'anello proprio non veniva via e nella crescente confusione tra chi gli suggeriva una cosa e chi l'altra, Salomone capì di dover affrontare la situazione personalmente.
Imposto il silenzio, tra lo stupore del suo popolo posò la mano sul tavolo, col dito indice (dov'era l'anello) scostato dagli altri, brandendo con l'altra la spada sguainata...
Tutti trattennero il respiro, i più ormai attendendosi di veder tagliato il dito per leggere l'anello...
... ma appena prima di vibrare il colpo il Re s'accorse che quel dito indicava una persona giusto davanti a lui… si fermò e rivolto a quella gli disse: tu sei stato scelto, sarà tua responsabilità il consiglio che darai, e bada bene, non sarà un dito ma la testa... che hai da dire?
Narratore: … beh, non dici niente..?
Amica: devo leggerla con calma...
Narratore: ...è finita, tu sei stata scelta...
Amica: … ah, ecco… bene, sono stata scelta…
Narratore: appunto, che dici... lo mandiamo l'esercito in guerra?
Amica: … certo che sì…
Narratore: ... il re si rivolse alla persona dicendo:… se morranno mille valorosi per ottenere la vittoria, sarà valsa la pena?
Amica: sì certo, ne sarà valsa la pena…
Narratore: e se morranno anche i tuoi figli, potrà l'onore compensare la vita?
Amica: la vita é una guerra, qualcuno morirà in ogni caso…
Narratore: certo, qualcuno morirà... ma è sempre la cosa giusta?
Amica: chi lo sa qual è la cosa giusta… forse quando lasceremo questo mondo lo sapremo…
Narratore: il re rialzò la spada e chiese: cos'è più importante dell'onore di un re, di un popolo?
Amica: non lo so...
Narratore: la saggezza… la famosa saggezza di Re Salomone.
Colui che di fronte a due donne che proclamavano entrambe d’esser la vera madre fece portare una spada, ordinando che il bambino vivente fosse tagliato a metà per darne una parte a ciascuna di esse.
Ma una delle due lo supplicò di consegnare il bimbo all'altra donna, pur di salvarlo. Salomone capì così che quella era la vera madre e le restituì il bambino. Fu così reso noto a tutti che Salomone era veramente un re buono, santo, di fede e Zaddiq. (Wiki)
Il Re vibrò il colpo tagliando il dito.
Liberato l'anello lesse a voce alta la frase "passerà anche questa".
Non inviò l'esercito e fece consegnare al nemico il suo dito, dicendo che amava a tal punto il suo popolo da offrirlo in sacrificio.
Ma se non fosse stato accolto e avesse vinto la guerra, a tutti gli uomini sopravvissuti sarebbero state tagliate tutte le 9 dita meno quella... che ci pensassero bene.
Il re rivale si ritirò...
Amica: bella storia, non la conoscevo…
Narratore: inventata al momento, per te... non fare la guerra in casa tua, rinuncia a qualcosa…
Amica: grazie
Narratore: de nada… mò adesso ti saluto, c'è qui fuori uno che sta a strillà... aspetta che sento che dice...
...er dito tuo avevi da tagliarte, fatte le storie tue, li mortacci..!!
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Questa storia nasce da una difficile situazione familiare. L’anello di Salomone, la guerra, l’onore, il sacrificio... sono il modo che trovai allora per parlare con un’amica di qualcosa che, detto direttamente, forse sarebbe risultato più difficile da ascoltare.
La storia procede infatti per domande: si parte dalla guerra come se fosse una decisione lontana, affidata a un re, e poco alla volta la domanda si avvicina a chi deve rispondere. Ne vale la pena se muoiono mille uomini? E se muoiono i tuoi figli? È sempre giusto ciò che accade? Fino ad arrivare a quel «non lo so» che, forse, è già una risposta: quando non sappiamo più quale sia la cosa giusta, possiamo almeno chiederci che cosa siamo disposti a sacrificare noi, prima di chiedere il sacrificio agli altri.
Per questo, nella mia versione, Salomone alla fine si taglia davvero il dito. Non manda altri a combattere: mette in gioco qualcosa di suo. E alla fine dice all’amica, quasi tornando bruscamente dalla parabola alla vita: «non fare la guerra in casa tua, rinuncia a qualcosa».
Poi, naturalmente, arriva il vicino e manda all'aria tutta la saggezza di Salomone. Ed è forse proprio questo il bello: una storia inventata sul momento, per una persona precisa e per un momento preciso, finisce per diventare un’altra cosa. Non una lezione, ma un piccolo spazio nel quale guardare da fuori una situazione che, quando la si vive, sembra non avere vie d’uscita.
Quanto all’anello, quello almeno resta fedele alla sua frase: «passerà anche questa».


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