Il fantasma del giardino



Due giorni fa ho portato dal (secondo) veterinario un riccio.

Non era una situazione particolarmente allegra: ferite, miasi (larve di mosca carnaria) e tutto quello che può capitare a un animale selvatico quando la vita decide di ricordargli che non è stata progettata per essere gentile.

Il primo veterinario aveva fatto quello che poteva, ma oggi ho scelto (su consiglio) di portarlo da uno specializzato. Lo terrà qualche giorno per completare le cure, pulirlo bene e controllare che non ci siano altre sorprese.

Pare che le ferite siano già migliorate e che le miasi siano state risolte.

Insomma, il riccio sembra intenzionato a sopravvivere.

Il problema, adesso, è dove metterlo quando tornerà.

Avevo pensato di tenerlo confinato qualche giorno in un angolo del giardino, giusto il tempo di controllare che stia bene, e poi lasciargli un varco aperto perché possa andarsene quando vuole.

Ho chiesto consiglio al veterinario.

«Chiuda bene lo spazio.»

«Perché?»

«Perché i ricci si arrampicano.»

Questa non la sapevo.

A me i ricci sono sempre sembrati animali rigorosamente a livello terra. Li avevo catalogati mentalmente nella categoria delle cose che camminano, scavano, annusano e, al massimo, si appallottolano.

Non avevo mai contemplato l'ipotesi del riccio scalatore.

Così, stasera, mentre cercavo qualche informazione in proposito, mi sono imbattuto in una notizia pubblicata proprio oggi.

Una donna aveva cominciato a trovare statue rovesciate nel suo negozio. Una dopo l'altra. Nessuno entrava, nessuno usciva. Eppure ogni tanto una statua cadeva.

La spiegazione più razionale, evidentemente, era un fantasma.

Poi sono arrivate le telecamere.

Il fantasma era un riccio.

Un riccio che, durante la notte, entrava nel negozio e faceva quello che fanno i ricci quando evidentemente hanno qualcosa di importante da fare: si arrampicava, si infilava dappertutto e buttava giù le statue.

https://www.virgilio.it/video/statue-a-terra-e-caos-e-caccia-al-fantasma-del-negozio-232632

La cosa mi ha fatto ridere, forse perché fino a poche ore prima ero convinto di conoscere abbastanza bene i ricci.

E invece no.

Uno mi era appena arrivato in giardino mezzo morto e già mi stava insegnando che un animale selvatico può avere bisogno di te (senza diventare tuo).

Poi che può essere gravemente ferito e tuttavia avere ancora una sorprendente voglia di vivere.

Ed oggi che se pensi di sistemarlo in un recinto, probabilmente lui studierà la via di fuga.

A questo punto comincio a sospettare che il riccio che tornerà nel mio giardino non sarà esattamente quello che immagino.

Gli preparerò un angolo tranquillo, acqua, riparo, qualche possibilità di nascondersi.

Lui, probabilmente, aspetterà che mi distragga.

Poi salirà sulla rete, forse sul muretto o magari troverà un passaggio che non ho visto.

E se una mattina troverò qualche oggetto rovesciato in giardino, cercherò di non chiamare subito il veterinario.

Purtroppo non ho le telecamere ma adesso so che i ricci non sono semplicemente animali che stanno per terra.

Sono animali che partono da terra.

E, a quanto pare, da lì possono arrivare parecchio più lontano di quanto uno immagini, nel loro modo elegante...


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