Osso di seppia - in memoria dell'amico Luigi

 





Risale dal fondo remoto l’odore umido delle pietre.

Immagini rade.
Tremule… miraggi.
Un deserto.
Un gioco d’infanzia.

Sul margine del mare,
come un’onda ch’affonda,
un tenue bagliore scompare.

Verrà la morte
e avrà il tuo nome.

***

Avevo postato questa poesia anche nel blog di Frida

con il seguente preludio:

Tutto è nell'uno e l'uno è in tutti.

Leggendo i versi qui posti
un luogo diverso m'apparve.
Son quel che al tempo non fosti,
un'altra la vita e le curve.
Ogni scelta ha i suoi costi,
l'errore alfine ci serve.




 
risposta di frida 

https://poesieintornoalfuoco.blogspot.com/2025/11/le-mappe-del-grande-mare.html?showComment=1763713928162#c1540364521149523560

 

" Tutto è nell'uno..."
E' vero che ogni scelta ha i propri costi (anche le non - scelte che lasciano le cose come stanno). Ma - come saggiamente dici - se anche i costi dovessero essere alti ci insegnano sempre qualcosa. La Vita, parafrasando G.B. Vico è fatta di " Corsi e Ricorsi ", con qualche sorpresa.

......

Questo finale m'inquieta assai più della poesia di Pavese "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi." Perché, se questi occhi sono indefiniti, possiamo pensare che in fondo non ci riguardino; mentre un nome è un'identità precisa, potremmo addirittura "vedere" di chi si tratta... (E sinceramente, essere accostata alla morte mi turba).
Buona giornata.


*********


Un paio di settimane fa è deceduto improvvisamente e velocemente un mio caro amico e (come mi è già accaduto due volte quest’anno) ci vorrà del tempo a chi resta per completare le fasi (psicologiche) del morire e giungere all’inevitabile abbandono, al destino o a una fede.

In questo “tempo intermedio” emergono i ricordi e, nel caso del mio amico, quello di aver posticipato di rispondere ad una sua chiamata, non c’era fretta, pensavo...

Sono andato al funerale e ho partecipato al "consolu" (un'antica tradizione siciliana di lutto che consiste nel portare cibo e pasti pronti alle famiglie colpite da un decesso, per offrire conforto e sostenere chi sta vivendo un momento di dolore) ma ora so che qualcosa in me attendeva l’occasione per esprimersi.

Quando passo nel blog di frida leggo i commenti, giusta ricompensa al suo disinteressato lavoro, inserendone talora a mia volta specialmente nei post vuoti com’era questo, lasciandomi guidare dall’ispirazione (di solito senza sapere dove andrò a parare).

L’incipitTutto è nell'uno e l'uno è in tutti” evidenzia che tutti i “luoghi” (di qualunque tipo) confinano necessariamente con altri che noi, a causa di molti gradi di separazione, erroneamente riteniamo a sé stanti o appartenenti ad altri domini.

Se invece (i gradi di separazione) non sono troppi e non è trascorso tanto tempo, ecco che questi differenti luoghi – differenti realtà – si fondono e compenetrano in varia misura, così

Leggendo i versi qui posti
un luogo diverso m'apparve.

nel luogo del post di frida l’ispirazione suggeriva d’usare versi con immagini rarefatte, evanescenti, sospese tra memoria e percezione, avvicinandosi (lontanamente) allo stile del poeta Montale (cui per rispetto/riconoscenza ho dedicato il titolo).

Poi non so come emerse quell’ultimo verso, nella sua forma ben conosciuta (verrà la morte e avrà i tuoi occhi) che ho inserito a chiusura, modificato in “ed avrà il tuo nome” appena avvertita la particolare sensazione di un’opera giunta alla sua giusta conclusione.

Ho fatto generare un’immagine in tema e pubblicato la poesia, trovando in seguito i commenti nei nostri blog.

Per rispondere a modo ho ripercorso la genesi di quanto avevo scritto e (come penso succeda ad altri di scrivere qualcosa e trovarne in seguito il significato) tutto mi è stato chiaro…

 

Son quel che al tempo non fosti,
un'altra la vita e le curve.

è il mio amico che (attraverso la poesia) parla e

Ogni scelta ha i suoi costi,
l'errore alfine ci serve.

mi rammenta l’errore di non aver risposto con sollecitudine e, per quello che vale, mi scuso.

 

Poi, nella poesia Osso di seppia, descrive i suoi ultimi momenti di vita…  

 

      Sul margine del mare,                     giunta al confine
      come un’onda ch’affonda
,                la coscienza    
      un tenue bagliore scompare.            
abbandona la nostra realtà

 

l’illustrazione scelta propone quell’ultimo attimo.

 

La spiegazione degli ultimi due versi… è nel primo di tutta la storia

Tutto è nell'uno e l'uno è in tutti.

che si conclude con l’aggiunta al titolo della dedica all’amico Luigi.

 

Grazie al commento di frida il cerchio si è chiuso.

Un cordiale saluto.


Commenti

  1. M' inquieta assai meno " Verrà la morte e avrà i tuoi occhi " di Pavese, perché non sappiamo di chi siano gli occhi ; tant'è che possiamo immaginare che siano lontani da noi, anzi, che non ci riguardino.
    Diverso è il nome : è un' identità precisa, possiamo forse anche " vedere" chi rappresenta. ( E sinceramente - che io possa apparire come la morte. - mi turba ).

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  2. E' tutto più chiaro anche per me. La cosa che comunque mi ha colpita maggiormente, è come si riesca ad andare a fondo ( a volte ) in queste interconnessioni, sapendo cose minime dell' altro e della sua storia. Non posso a questo punto non ripercorrere il sentiero che mi porta al pensiero di Jung, specie nel riferimento agli Archetipi, cioè a quei modelli simbolici universali insiti nel nostro inconscio e che rappresentano aspetti fondamentali dell' esperienza umana. Se fossimo coscienti di questo, capiremmo molte più cose relativamente al nostro agire e alle nostre scelte. Di conseguenza. agiremmo in modo più consapevole e parleremmo meno di Destino e più di quello di cui siamo costituiti.

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