carte d'amore




Mutan di posizione l’astri nel firmamento,
nel corpo e nei tuoi pensieri procedon le stagioni.

Qualcosa resta alle spalle, qualcosa ti vien dal vento
sì che lo senti intenso e lo perdi se non sei attento,
ma come ogni cosa fugge e niente che lo imprigioni.

Nulla di quel sentire ti è dato portar nel cuore
che come una serratura può aprire una sola chiave.

Tra tutti c’è un sol colore, tra tanti un sol calore,
un cielo per ogni uccello e un’acqua per ogni nave.

Ogni cosa ha la sua misura e il resto non l’appartiene,
per l’uomo c’è sol la donna, per la donna c’è solo l’uomo,
scorre lo stesso sangue pur in diverse vene.

Puoi viver della tua luce, pregar nell’austero duomo,
intanto il tempo trascorre sino al fatal momento
nel qual devi sceglier presto la foto per un commento.

Qual dunque per l’epitaffio: l’alieno e sfuggente vento
o due vecchi, ma non nel cuore,
a muover carte d’amore?


….


Come ogni cosa anche le poesie hanno la loro genesi. In un piccolo cimitero nella lapide fu messa questa foto che a distanza di qualche anno venne sostituita con una “classica”, così che quella semplice intimità è ritornata nel ricordo dei parenti ed amici sottraendola al pubblico. 
Ma sin che lo fu (pubblica) emanò la forza della quotidianità e la complicità di due anime in cammino. 




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