Amabilis Mint

 



Non ho mai avuto successo con le orchidee e invidiavo un amico a cui producevano continue e rigogliose fioriture, incredibilmente quasi tutto l'anno.

Il segreto era nella cura, un giorno alla settimana lo dedicava alla sua collezione posta su un tavolo dedicato nel soggiorno luminoso, lavandone delicatamente ogni stelo con ovatta inumidita e molte altre attenzioni... e parlandoci, naturalmente.

Un mese addietro è arrivato un regalino in casa, una piantina di Maranta leuconeura “Amabilis Mint” dentro una boccia con tappo di sughero, ora molto di moda.

C'è chi in quella collocazione (terrario) le fa prosperare meglio che altrove ma a me  guardarla nella vetrosa prigione mi intristiva.

Man mano purtroppo le foglie si arricciarono e nonostante controlli (idrici/esposizione ecc.) la situazione si aggravava, finché mi assunsi la responsabilità di estrarla, facendola porre in un vaso di coccio (messo poi nel bagno con luce indiretta e giusta umidità), ritenendo di aver fatto quanto potevo.

Ma dopo una settimana, pur non peggiorando tutte le foglioline rimanevano arricciate, cosa si poteva ancora fare, cosa mancava?

Le marante vengono chiamate piante della preghiera perché la notte giungono verso l'alto le foglie tra loro, come palmi delle mani.

Beh, ho detto alla piantina che mi sarei personalmente preso cura di lei e che mi facesse intendere se andava bene... dal giorno dopo, lentamente, srotolò le foglie arricciate aprendole tutte...

Ogni mattino la controllo e sì, mi conforta vederla in salute e accarezzarla piano.

Mancavo io.  



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