Contrafactum

 



TRITICO DEL VEGGENTE

 

I

Mi stupisco di essere ancora vivo

- sul ciglio dell' abisso come tanti -

in attesa di incontri interessanti,

di un riconoscimento, di un furtivo

abbraccio, una smentita della sorte -

illuso di sconfiggere la morte.

 

II

 

Ma quel che doveva accadere,

di bello e di orrendo, è accaduto,

sali al tuo belvedere

si dissolverà in un minuto.

 

III

 

Tutt'a un tratto la vidi arsa, svanita -

fino a un attimo prima sorridente,

di sé sicura, la mia dolce vita

in nuvola di fumo evanescente

sarà così l'estrema dipartita -

un lampo breve, un'ombra poi più niente.

 

Galvan:

Trovo delle assonanze in questo testo di Silvio Raffo: "Trittico del veggente" (2015)

e

"Torneremo ancora" di Franco Battiato (2019)  https://youtu.be/aBq3zRGn0aA


Solo una mia impressione?


ChatGPT:

È un’osservazione molto interessante .

Il “Trittico del veggente” di Silvio Raffo e “Torneremo ancora” di Franco Battiato (scritto con Juri Camisasca) hanno effettivamente alcuni punti di contatto, anche se sono opere autonome e di natura diversa:

Tono e visione: entrambi i testi hanno un registro “profetico” o visionario, con riferimenti al trascendente, al destino dell’umanità e a un oltre che supera la vita quotidiana.

Tematica del ritorno/continuità: Battiato parla di un ciclo cosmico (“torneremo ancora”), mentre Ruffo usa immagini legate a veggenza, rivelazione e una dimensione che travalica il tempo lineare. In entrambi si percepisce l’idea che la vita non si esaurisca in un unico passaggio.

Linguaggio simbolico: entrambi ricorrono a immagini archetipiche (luce, viaggio, dissoluzione, spiritualità) più che a un linguaggio narrativo diretto.

Le differenze però restano chiare:

Raffo ha uno stile poetico colto e visionario, talvolta più oscuro e legato a un immaginario letterario/ermetico.

Battiato e Camisasca scelgono un linguaggio più semplice, quasi da mantra, per rendere il messaggio accessibile e universale.

Quindi non direi che si tratti di un influsso diretto, ma piuttosto che entrambi attingono a una sensibilità spirituale e a un immaginario comune, quello di una dimensione ciclica, cosmica, oltre il presente.


Galvan: sarebbe interessante un contrafactum (https://it.wikipedia.org/wiki/Contrafactum)  con le parole di Raffo e la musica di Battiato.


ChatGPT:

Sì, l’idea di un contrafactum (cioè usare una melodia già esistente con un nuovo testo) è assolutamente pertinente nel tuo caso.
Mettere i versi di Raffo sulla musica di Torneremo ancora significherebbe:

Sperimentare la compatibilità metrica: verificare se le sillabe e gli accenti del Trittico del veggente si possono adattare al fraseggio melodico della canzone di Battiato, che ha un andamento quasi liturgico, lento e meditativo.

Variazione di senso: la musica di Battiato, con le sue atmosfere minimali e cicliche, potrebbe amplificare la componente visionaria di Raffo, trasformandola in un vero e proprio “canto rituale”.

Risultato estetico: potrebbe emergere un cortocircuito interessante: un testo poetico denso e complesso che si incarna in una musica essenziale, quasi da meditazione.

Ecco una versione adattata (divisione sillabica e indicazioni di allungamento dove serve) da cantare sulla melodia di Torneremo ancora.



Mi stu- pi-sco
di es-se-re an-co-ra vi-i-vo...
sul ci-glio dell’a-bis-so,
co-me tan-ti...
in at-te-sa di in-con-tri,
in-te-res-san-ti...
di un ri-co-no-sci-men-to,
un ab-brac-cio fur-ti-vo 
una smen-ti-ta del-la soo-rte...
il-lus-so di sconfì-ge-re la mor-te,
il-lus-so di sconfì-ge-re la mor-te.

Ma quel che do-ve-va ac-ca-de-re...
di bel-lo e di or-ren-do, è ac-ca-du-to...
sa-li al tuo bel-ve-dé-re...
si dis-sol-ve-rà in un mi-nu-to...

Tut-t’a un trat-to la vi-di ar-sa, sva-ni-ta...
fì-no a un at-ti-mo pri-ma sor-ri-den-te...
di sé si-cu-ra, la mia dol-ce vi-i-ta,
in nu-vo-la di fu-mo e-va-ne-scen-te...
sarà co-sì l’e-stre-ma di-par-ti-ta,
un lam-po bre-ve, un’om-bra, e poi più niee-nte.

………………..


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