Il colore degli elastici



Quella che leggerete è una "coincidenza" che mi è accaduta, riscritta narrativamente per collocarla in un romanzo che (forse) col tempo vedrà la luce


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Vault aveva molti interessi e, non necessariamente nell’ordine, poche basilari passioni: il proprio lavoro, la famiglia e un’attrazione irresistibile per un colore, l’indaco. Se le prime due si spiegavano facilmente, la terza rimaneva un mistero anche per se stesso...


Un giorno Vault e la moglie Sophie ricevettero la visita di una loro amica con la sua bambina di tre anni, una bambina non comune, per intelligenza e maturità, oltre che per certe evenienze che le erano accadute. 
Dopo aver dato fondo alla sua creatività per farla giocare, permettendo alle due donne di conversare, si ritrovò in mano un barattolino di plastica pieno d’elastici che gli fornì l’idea per un ultimo gioco…

Vault - prendiamo un elastico per la mamma, di che colore?

Bimba – blu!
Vault – per la mia signora?

Bimba – verde. 
Vault - per te?

Bimba - rosso.
Vault – e per me quale colore?

Bimba – (scandendolo bene)… indaco!



Vault rimase di sasso, non aspettandosi che una bimba di tre anni conoscesse il nome di quel colore, chiese alla madre dei giochi alla scuola materna e se mai l’avesse udita pronunciare la parola indaco. 
Non risultavano precedenti e, per inciso, non c’erano elastici color indaco nel barattolino, solo gialli, verdi, rossi e blu. 
Nel chiedersi come poté con tale sicurezza associare alla sua persona un colore che le era sconosciuto, arrivò alla conclusione che la bimba accedette all’informazione per altre vie… che la coincidenza, come una porta che si apre tra due stanze, aveva momentaneamente collegato.

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